Giornale 4° Trimestre 2017

Milano città del mondo...

 

BELLEZZA E TRISTEZZA.

 

 

Siamo dei cittadini fortunati, la nostra Milano è diventata tanto attrattiva da non temere più paragoni con le più (una volta) blasonate Londra, Parigi o Madrid. I turisti affollano non solo i luoghi d’arte da sempre conosciuti, ma soprattutto si stupiscono davanti al fenomeno di Piazza Aulenti, ai grattacieli di Porta Nuova e all’originalità di City Life. E’ una città in progresso, che non si ferma e “ha in testa” idee sempre nuove: un ponte di cristallo a Brera, la riapertura dei Navigli, un Palazzo del Cinema pieno di luce e di vita e poi ristoranti di ogni cucina del mondo, bar sempre più sfavillanti e pieni di gente, teatri, mostre bellissime, concerti e conferenze con grandi nomi. Insomma ogni giorno e ogni sera Milano ti accoglie e ti accompagna sulla strada dell’arte, della musica, della curiosità e del divertimento. Che meraviglia, finalmente ci siamo, la nostra città non è più “provinciale” ma un grande centro internazionale che si spera attragga sempre più realtà industriali e finanziarie come si auspica da parecchio tempo. E questa è la Milano che se una volta era solo da bere oggi è da vivere totalmente e con grande interesse. Quante volte guardandoci in giro ci siamo detti “Sembra di essere a New York”!

 

Ma, c’è sempre un ma anche dietro i momenti più affascinanti, il nostro ma si chiama indigenza, povertà, file davanti alle cucine delle opere pie e a quelle dei centri sociali per avere un piatto di minestra, una doccia, un cambio pulito, un letto per almeno una notte.


Le Onlus si adoperano per alleviare questa tristissima realtà, ma ugualmente le strade sono dormitori e non solo extracomunitari, ma tante persone che hanno perso il lavoro e la dignità e si
devono affidare al prossimo per sopravvivere. In mezzo a questo vero esercito di povera gente ci sono gli ultimi, i più disgraziati: gli anziani che non hanno niente e nessuno, persone che una volta avevano una vita ed ora hanno solo miseria e solitudine. Ecco questi sono i nostri primi “clienti”, quelli che Tazzinetta Benefica aiuta e sorregge da più di cento anni (124 per l’esattezza) e che oggi sono affiancati da famiglie intere che si portano via con gratitudine il pacco di pasta, di farina, di zucchero come nel dopoguerra.
Allora questa energica, brillante Milano è rimasta per certi versi tanto indietro?
Noi di Tazzinetta aiutiamo, aiutiamo, aiutiamo, ma nessuno aiuta noi, nessuno porge un obolo perché si possa superare un momento di crisi, non solo ma sembra si faccia di tutto per affossarci.

  

Una volta con la possibilità di organizzare la splendida Mostra dei Presepi e altre manifestazioni, riuscivamo a mantenerci al minimo e c’era sempre qualcuno col coeur in man che ci dava un aiuto per continuare la nostra opera.

 

Oggi i benefattori sembrano scomparsi e il Comune ci nega l’uso delle piazze milanesi per le nostre manifestazioni. Perché? Cosa c’è in noi che non va?


Altre Onlus sono supportate, hanno possibilità economiche, personale a disposizione, sponsor che si prodigano (con tanto di nome e fotografia sul giornale) e si riempiono la bocca con l’aiuto ai rifugiati e agli extracomunitari. Magari sono nate da poco, dopo l’arrivo in Italia dei tanti sciagurati che fuggono da guerre, fame e carestie. E noi?

 

Noi che questo lavoro lo facciamo da anni senza chiedere mai nulla se non dei permessi per fare una Mostra di Presepi che rallegrava i milanesi, noi non siamo mai neanche nominati, dopo più di cento anni nessuno si prende cura di aiutare la povera gente che noi aiutiamo. E’ una vergogna!!


Se veramente Tazzinetta dovrà chiudere i battenti allora Milano si accorgerà della mancanza e rimpiangerà di non averci pensato prima. E forse sfavillerà un po’ meno.

 

E lo dice una milanese orgogliosa della propria città, felice che sia così bella e piena di vita, ma che vede e deplora tanta indifferenza per chi si adopera per il prossimo con tanto sacrificio e buona volontà.


                                                                                                                                                Gabriella Arnaud

 

 

 

 


                                     Semm trop poch per tanta gent… ma el nos coeru l’è grand per cent !

 

 

 

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