Giornale 2° Trimestre 2015

POVERO “ITAGLIANO”!

Già proprio così, il nostro bell’italiano sta lasciando il posto all’”itagliano” e ad una lingua bastarda fatta di inglesismi,termini hi tech e parole inesistenti, inventate all’uopo per esprimere brevemente concetti inesprimibili. Chela lingua viva debba cambiare e seguire il corso della vita immettendo termini moderni e “giovanilismi” è più che
giusto e dizionari di alto livello come lo Zingarelli vi si sono adeguati con intelligenza e senso del tempo corrente.Nessuno pretende che si parli come ai tempi del Manzoni che andò a “risciacquare i panni in Arno” non fidandosi del suo idioma meneghino, ma le basi grammaticali e sintattiche dell’italiano come di qualunque altra lingua sono
sacre. Il peggio è che gli strafalcioni più macroscopici si sentono dagli intervistatori televisivi che dimenticano bellamente le coniugazioni, collezionano “insomma” ogni due parole e usano il “te” al posto del tu facendomi inorridire!L’uso del “te” come soggetto e non come complemento oggetto è ormai invalso ovunque e io rabbrividisco pensando che i miei nipotini, una in prima elementare e l’altro ancora alla materna, possano prendere questa abitudine,quindi appena sbagliano li correggo precisando che “il tè si beve” e non si usa come soggetto. Per fortuna i loro genitori sono altrettanto attenti e per ora sembra che la scuola serva, ma la scuola del linguaggio come ben sappiamo è la frequentazione dei compagni e su questa non sono altrettanto sicura.Tutti, anche i professionisti hannodimenticato che in italiano oltre a “gli” esistono anche “le” e “loro”, ormai i generi sono mischiati e si sente dire da persone qualificate io “gli ho detto” invece che “le ho detto” o peggio ”ho detto loro”, ma perché? Come si può dimenticare la lingua che ci è stata insegnata, che fatica si fa a parlare in maniera corretta e con termini appropriati! E non diamo la colpa agli extracomunitari e alle parole inglesi perché i primi dovrebbero imparare da noi e non viceversa e le seconde si possono miscelare tranquillamente alla nostra lingua senza stravolgerla con assurdi termini italo/inglesi spesso senza senso. Soprattutto parli inglese chi lo sa e non chi lo parla per sentito dire e a orecchio!Leggendo i quotidiani poi si inanellano “perle meravigliose” che non sono frutto dell’urgenza di pubblicazione ma proprio di ignoranza della lingua! La fretta non ha mai impedito di scrivere un italiano corretto, è una cosa naturale che non si può dimenticare. Allora ci chiediamo, se la scuola come è logico ti ha insegnato a parlare e a scrivere, come poi ti sei ridotto a parlare e peggio a scrivere come un analfabeta? Il deteriorarsi dell’educazione e del vivere sociale ha contaminato anche la nostra lingua bella e musicale. Probabilmente la stessa cosa succede anche in altri paesi, ma di questo “francamente me ne infischio”! *

Sono quindi sempre sollevata e felice quando una volta l’anno si svolge la premiazione degli elaborati scritti dagli allievi delle scuole superiori per il concorso organizzato da Tazzinetta Benefica. Ragazze e ragazzi che hanno idee e le esprimono con proprietà di linguaggio e prosa bella e interessante, giovani che non si tirano indietro dinanzi alla possibilità di far sapere come la pensano e lo fanno usando bene la nostra lingua, come è stato loro insegnato dai docenti degli istituti. Quindi si può fare! Io mi auguro e ne sono sicura che questi ragazzi non dimenticheranno nel tempo come si parla e si scrive in italiano, non dimenticheranno il giorno in cui davanti a un pubblico plaudente hanno sentito chiamare il proprio nome grazie alla loro conoscenza della nostra lingua e alla qualità delle loro idee. E “dulcis in fundo” vi erano anche dei nomi stranieri, ragazzi che in casa magari sentono parlare un’altra lingua e che nella scuola hanno appreso e amato anche la nostra.
Amiamola anche noi e soprattutto difendiamola per favore! E’ la lingua di Dante, se lo merita!


*Citazione dal film “Via col vento”