Giornale "Tazzinetta Benefica Onlus"

Giornale 4° Trimestre 2017

Milano città del mondo...

 

BELLEZZA E TRISTEZZA.

 

 

 

Siamo dei cittadini fortunati, la nostra Milano è diventata tanto attrattiva da non temere più paragoni con le più (una volta) blasonate Londra, Parigi o Madrid. I turisti affollano non solo i luoghi d’arte da sempre conosciuti, ma soprattutto si stupiscono davanti al fenomeno di Piazza Aulenti, ai grattacieli di Porta Nuova e all’originalità di City Life. E’ una città in progresso, che non si ferma e “ha in testa” idee sempre nuove: un ponte di cristallo a Brera, la riapertura dei Navigli, un Palazzo del Cinema pieno di luce e di vita e poi ristoranti di ogni cucina del mondo, bar sempre più sfavillanti e pieni di gente, teatri, mostre bellissime, concerti e conferenze con grandi nomi. Insomma ogni giorno e ogni sera Milano ti accoglie e ti accompagna sulla strada dell’arte, della musica, della curiosità e del divertimento. Che meraviglia, finalmente ci siamo, la nostra città non è più “provinciale” ma un grande centro internazionale che si spera attragga sempre più realtà industriali e finanziarie come si auspica da parecchio tempo. E questa è la Milano che se una volta era solo da bere oggi è da vivere totalmente e con grande interesse. Quante volte guardandoci in giro ci siamo detti “Sembra di essere a New York”!

 

Giornale 2° - 3° trimestre 2017

SINTESI DELL'ATTIVITA SVOLTA DALLA STORICA

 

BENEMERITA ASSOCIAZIONE TAZZINETTA BENEFICA 

 

ONLUS NEL SEMESTRE APRILE - SETTEMBRE 2107

 

 

Sei mesi sono trascorsi dall’uscita del 1° numero del nostro periodico dell’anno in corso. Sei mesi di intensa attività senza sosta che, come sempre ci ha visti impegnati anche nei caldissimi mesi estivi, infatti, anche quest’anno, Tazzinetta Benefica ha tenuto le porte aperte ai bisognosi di aiuto e solidarietà pure nei mesi di luglio ed agosto.
Sei mesi ininterrottamente dedicati ai più deboli, a chi, purtroppo, non riesce a consumare neppure tutto il contenuto dei nostri sostanziosi pacchi di generi alimentari perché gli è stato chiuso il gas per morosità e che non riusciamo più ad aiutare neppure con modesto contributo, come in passato, per mancanza di fondi.

 

 

 

 

Giornale 1° Trimestre 2017

I CAPPONI DI.......RENZI

 

Ci siamo. La scissione del Pd sembra cosa fatta, almeno secondo il dimissionario Matteo Renzi che dichiara: “Non c’è nessuna trattativa da fare con chi ha deciso di andarsene” e questa mossa azzardata rischia di compromettere fragili equilibri non solo interni al partito, ma anche per quanto riguarda l’altrettanto fragile credibilità internazionale dell’Italia. Massimo Franco sul Corriere scrive che perderanno tutti, sia i cosiddetti “renziani” sia la minoranza decisa ad uscire, ma bisogna riconoscere la divisione di responsabilità fra tutti i componenti di entrambe le correnti.

Matteo Renzi dopo il voto del 4 dicembre e l’uscita da Palazzo Chigi non ha capito che doveva cambiare atteggiamento e visione d’insieme, non era più il leader e soprattutto non aveva più voce in capitolo nel nuovo governo, il risultato del referendum ha seppellito la lunga stagione del maggioritario e tutti anche nel Pd si muovono già pensando ad un sistema proporzionale. L’errore principe è stato proprio quello di riferirsi ancora alle idee passate parlando di primarie a breve e di voto anticipato, dando così voce a tutti coloro che da tempo aspettavano solo un pretesto per rompere.

Giornale 4° Trimestre 2016

“Dopo il vento ci fu un terremoto. Ma Dio non era nel terremoto...”

 

Ha scritto giustamente il priore di Bose, Enzo Bianchi su un giornale in questi giorni:
“Davanti alla tragicità di eventi come questo terremoto dovremmo vigilare affinché l’angoscia del restare «senza parole» non sia anestetizzata dal ripetere parole senza senso. Sentire che ai sopravvissuti Dio avrebbe fatto la grazia di non essere travolti dal terremoto, fa intendere che Dio l’avrebbe al contempo rifiutata a chi invece è morto. Chi si è salvato potrebbe allora gridare al miracolo, ma quanti sono rimasti schiacciati dalle macerie, a cominciare da tanti bambini, avrebbero conosciuto solo il volto di un Dio irato. Non è questa la fede cristiana, così come non lo è l’affibbiare implicitamente al Dio di Gesù Cristo il nome di «destino»: retaggio di una mentalità «pagana» che secoli di cristianesimo non hanno mai superato definitivamente”.

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